Progetto Ahimsa · dall'ombra alla luce
Sei un'Antenna. Non sei sola.
Questo è lo spazio della community delle Antenne Ahimsa: il decalogo operativo, la rete territoriale, i materiali e i contatti per non affrontare mai una situazione da soli.
Chi sono
Colleghe, parrucchiere, insegnanti, compagni di studi.
Le Antenne sono persone che si assumono la responsabilità di non voltare lo sguardo e scelgono di formarsi sulla violenza di genere e sull’ascolto. Operano con discrezione nei luoghi di lavoro, nei contesti informali, in università — integrandosi con le reti antiviolenza tradizionali, non sostituendole.
Cosa fanno
Ascoltano senza giudicare, orientano senza sostituirsi.
Quando emergono episodi o segnali di violenza, le Antenne ascoltano e forniscono informazioni essenziali, orientando verso i percorsi disponibili. Sono anche promotrici di cultura del rispetto: organizzano incontri, eventi e momenti di sensibilizzazione sul territorio.
DECALOGO OPERATIVO
10 passi, con esempi concreti
I dieci principi operativi delle Antenne Ahimsa, ciascuno con la sua elaborazione e un esempio pratico.
01
Sii una presenza di fiducia e accessibile nel quotidiano
ELABORAZIONE
Il ruolo di Antenna non richiede un ambiente formale: si integra nella vita di tutti i giorni. La tua posizione naturale – parrucchiera, estetista, negoziante, collega, insegnante – è una risorsa preziosa per il rapporto di fiducia già esistente con le donne che incontri.
ESEMPIO CONCRETO
Una cliente abituale, con cui hai già confidenza dalle conversazioni passate, potrebbe sentirsi più a suo agio a confidarsi con te in un contesto rilassato che vede regolarmente.
02
Rendi disponibile il tuo ascolto in modo discreto
ELABORAZIONE
Non si tratta di «investigare», ma di essere in posizione di ricezione, pronta ad accogliere una confidenza spontanea. Puoi segnalare la tua disponibilità in modo non invasivo, ad esempio con materiali informativi discreti nel tuo luogo di lavoro.
ESEMPIO CONCRETO
Un adesivo o una brochure su un espositore poco appariscente, vicino alla cassa o in un’area di attesa – non in vetrina con un grande annuncio, ma lì per essere notato da chi ne ha bisogno.
03
Crea un ambiente di accoglienza sicuro e non giudicante
ELABORAZIONE
Garantisci la massima riservatezza. Ascolta senza esprimere giudizi sulla situazione o sulle scelte della persona, senza spingerla a decidere. Evita di riprodurre stereotipi comuni sulla violenza di genere.
ESEMPIO CONCRETO
Parla in un momento e luogo senza altre persone ad ascoltare. Evita frasi come «Ma perché non lo lasci?»; rispondi invece con empatia: «Capisco che questa sia una situazione difficile, sono qui per ascoltarti senza giudicarti.»
04
Pratica l'ascolto attivo ed empatico
ELABORAZIONE
L’ascolto attivo significa concentrarsi pienamente su ciò che la persona dice e su come lo percepisce. Aiutala a esprimere le emozioni, ma resisti all’impulso di «risolvere» il problema al suo posto o dare consigli non richiesti..
ESEMPIO CONCRETO
Invece di «Dovresti fare X», prova: «Mi sembra di capire che ti senti molto spaventata e isolata in questa situazione, è così?»
05
Riconosci i segnali di violenza e i limiti del tuo ruolo
ELABORAZIONE
La formazione ti aiuta a identificare i segnali di allarme, comprese le forme meno evidenti come la violenza economica, psicologica o culturale. Il tuo ruolo è di primo ascolto informale: non sei un professionista sanitario o legale.
ESEMPIO CONCRETO
Noti che una cliente non ha mai soldi propri e deve chiedere permesso per piccole spese. Se ti chiede consiglio legale: «Non sono un avvocato, ma posso metterti in contatto con un centro antiviolenza.»
06
Offri un supporto informale con continuità e pazienza
ELABORAZIONE
Le donne spesso cercano aiuto dopo mesi o anni, e possono tornare sui propri passi più volte. Mantenere una relazione di supporto paziente nel tempo, accettando le ambivalenze senza frustrazione, è cruciale.
ESEMPIO CONCRETO
Se una donna si confida e poi non ne parla più per settimane, non chiudere la porta. Al prossimo incontro, un semplice «Come stai ultimamente?» le fa capire che sei ancora lì.
07
Fornisci informazioni chiare e precise sui servizi di supporto
ELABORAZIONE
Molte donne non chiedono aiuto perché non conoscono i propri diritti o chi può aiutarle. Presenta la rete antiviolenza sul territorio: centri antiviolenza, forze dell’ordine, servizi sociali e sanitari.
ESEMPIO CONCRETO
Tieni a portata di mano, in un luogo sicuro e privato, i contatti dei CAV locali, il numero 1522 e i numeri delle forze dell’ordine.
08
Applica procedure chiare per l'invio ai servizi specializzati
ELABORAZIONE
Sarai formata su come e quando indirizzare una situazione ai professionisti, con una checklist per valutare il rischio e sapere quando attivare la rete formale, specie in situazioni di rischio elevato.
ESEMPIO CONCRETO
Se emergono minacce di morte o intenzioni di suicidio, dopo il consenso (anche solo verbale) contatta subito il numero di emergenza o il centro antiviolenza più vicino.
09
Rispetta la privacy e la riservatezza delle informazioni
ELABORAZIONE
Raccogli solo ciò che è strettamente necessario (principio di minima necessità). Ottieni sempre un consenso informato, anche verbale, per condividere dati. Garantisci il massimo anonimato e la custodia sicura.
ESEMPIO CONCRETO
Se prendi appunti per ricordare i contatti da dare, fallo in modo che non siano riconducibili alla persona e conservali in un luogo chiuso a chiave.
10
Partecipa attivamente alla community e alla supervisione
ELABORAZIONE
Non affrontare mai le situazioni da sola. Il progetto prevede una community nazionale e incontri di supervisione periodici, individuali o di gruppo, per confrontarsi con colleghi e professionisti e prevenire il burnout emotivo.
ESEMPIO CONCRETO
Dopo una conversazione toccante, partecipa al prossimo incontro di supervisione di gruppo: condividi (in anonimato) la tua esperienza e ricevi supporto dai supervisori.
LA RETE
La rete antiviolenza locale e nazionale
A chi puoi indirizzare, quando è il momento di passare il testimone.

NUMERO NAZIONALE GRATUITO DI PUBBLICA UTILITÀ ANTIVIOLENZA E STALKING ATTIVO H 24
Numero nazionale gratuito antiviolenza e stalking, attivo H24. Operatrici specializzate indirizzano ai presidi territoriali di riferimento.

NUMERO UNICO DI EMERGENZA DELLE FORZE DELL’ORDINE POLIZIA, CARABINIERI E SOCCORSO SANITARIO
Numero unico di emergenza delle forze dell’ordine — Polizia, Carabinieri, Soccorso sanitario. Per un intervento immediato o per avviare un’azione penale.
I CENTRI ANTIVIOLENZA TERRITORIALI
Accoglienza, ascolto, consulenza legale e psicologica, con operatrici specializzate ed esperienza consolidata.
Servizio Sociale
Interviene nei casi di violenza e può attivare l’inserimento in casa rifugio. Con minorenni, può ricevere mandato dall’Autorità Giudiziaria.
Consultorio Familiare
Sostiene psicologicamente i minori testimoni di violenza; su delega dell’Autorità Giudiziaria, valuta le capacità genitoriali.
Centri per Uomini Autori di Violenza (CUAV)
Percorsi di responsabilizzazione e presa di consapevolezza, volontari o nell’ambito di procedimenti giudiziari.
I territori
Torino, Pesaro-Fano, Catanzaro
Torino
Grande città metropolitana con rete consolidata di centri antiviolenza, case rifugio e servizi sociali territoriali, e formazione specifica per le forze dell’ordine.
Pesaro-Fano
Città costiere di medie dimensioni con forte integrazione tra pubblico ed enti del Terzo settore. Focus su rafforzamento e consolidamento delle pratiche di rete.
Catanzaro
Tessuto economico e sociale più fragile, rete di servizi meno sviluppata. La sperimentazione coinvolge le reti locali e l’Università della Magna Graecia.
Community nazionale
Non affrontare mai una situazione da sola
Le Antenne fanno parte di una community nazionale con incontri di supervisione periodici, individuali o di gruppo. Sono momenti per confrontarsi con colleghi e professionisti, elaborare le esperienze ed evitare il burnout emotivo.
Formazione continua
Aggiornamento costante su segnali, normative e buone pratiche.
Supervisione di gruppo
Confronto periodico con professionisti esperti, in anonimato.
Scambio di buone pratiche
Rete nazionale di Antenne in Torino, Pesaro-Fano e Catanzaro.
Ricorda — riservatezza (punto 9 del decalogo)
Raccogli solo ciò che è strettamente necessario. Chiedi sempre un consenso informato, anche solo verbale. Non registrare o scrivere dettagli sensibili in luoghi accessibili ad altri. Garantisci il massimo anonimato possibile.
Materiali
Da scaricare e da esporre
Il decalogo, e i materiali informativi da lasciare discretamente nel tuo luogo di lavoro — vicino alla cassa, in un’area di attesa, senza forzare la conversazione.

Rivista Trama
Il magazine da lasciare in sala d’attesa o vicino alla cassa, con la Rete Punto Rosa.

Kit espositore
Adesivi e brochure discreti per il tuo negozio o ufficio. Richiedili al referente del tuo territorio.
AHIMSA PER LE DONNE
Contattaci per saperne di più e per partecipare alle nostre attività, o per richiedere la formazione come Antenna Ahimsa.




